L’arte della rilegatura

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Monique Lallier

Proprio in questi giorni si tiene a Boston una mostra con alcune tra le più belle rilegature del mondo.

Nonostante gli e-book, la carta stampata ha ancora un grande fascino.

Abbiamo già visto come l’invenzione grafica, la creatività unita alla tecnica e alla progettualità possano dare risultati sorprendenti, praticamente artistici, nella stampa di biglietti da visita o nella realizzazione del curriculum.

Ma quando si sente parlare del fascino del profumo della carta stampata ci si riferisce soprattutto ai libri.

Belli (si spera!) soprattutto per il loro contenuto, sono i libri, in primo luogo la loro rilegatura, a diventare veri e propri oggetti di design se non d’arte.

La rilegatura… E il colore del vento

Non è un caso che a Boston apra proprio in questi giorni, nel contesto della International exhibit of design bindings,  La Couleur du Vent.

Una rilegatura transoceanica

La Couleur du Vent è il titolo di una raccolta di poesie scritte da Gilles Vigneault, e illustrate da Nastassja Imiolek.

Il progetto include anche cinquantuno differenti interpretazioni della copertina del libro da parte di rilegatori d’arte Statunitensi, Canadesi e Francesi, cinquantuno differenti rilegature che, tra il 2013 e il 2014, sono o saranno in mostra tra Francia, Canada e Stati Uniti.

È incredibile come l’interpretazione dello stesso “tema”, dello stesso libro, abbia dato risultati davvero unici e comunque di altissimo impatto.

Si va dalla eleganza, dalla bellezza quasi “elfica” (a me ha ricordato alcune interpretazioni visuali de Il Signore Degli Anelli, il capolavoro di JRR Tolkien) di  Malina Balcheva, statunitense:

rilegatura belcheva

Alla geometricità “alla Mondrian” della francese Joëlle Bocel:

rilegatura Bocel

Al minimalismo elegante di Hélène Francoeur, canadese:

rilegatura Francoeur

Anche le opere d’arte realizzate per La Couleur du Vent dimostrano che osare e sapere accettare la sfida del tema e dei materiali sono le chiavi del successo nel campo delle arti visive “analogiche”.

Nondimeno, la digitalizzazione è uno strumento utile, e forse, ormai, insostituibile, nel campo della progettazione di tutta la comunicazione visiva, attraverso la quale devono passare i messaggi del marchio, o del progetto, dell’azienda o del professionista che la comunicazione visiva la usano a scopo promozionale.

Immagine: La Couleur du Vent, Monique Lallier.

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